Festa della Musica 2016

Sabato 18 Giugno si è ripetuto il miracolo (troppo retorico eh?) per il terzo anno consecutivo: la Festa della Musica a Brescia.
Record nazionale di musicisti iscritti anche quest’anno (sinceramente non so se sia record, ma suona bene e mi collega il testo, quindi lasciatemi fare, comunque 3500 persone non sono poche).
Sì perché se non fosse ancora chiaro qui siamo tutti musicisti, dico siamo perché ebbene sì lo sono anche io nel mio piccolo che canto con i gruppi degli amici senza mai fare le prove e vado in giro con un ovetto in tasca (regalatomi dalla mia amica Cara) con cui so scandire bene solo i tempi in sedicesimi (chiedetelo a Marcello dei Plan de Fuga).

Sabato per vostra fortuna non ho cantato su nessun palco, ma ho fatto un giretto sul tardo pomeriggio per i palchi del Carmine: Palco Musical Zoo presso Osteria Croce Bianca, Palco Fesstival presso Carmen Town, Palco Lala presso Box e i Dù de la Contrada, e il mitico Palco mobile El Sacramento davanti al Bar Università.
Ho portato con me la macchina fotografica per catturare un po’ di folklore locale come mio solito, rischiando però di tornare a casa con solo una manciata di scatti di riscaldamento fatti il pomeriggio, in quanto proprio a inizio serata (quando generalmente il gioco si fa interessante) il diluvio universale si è abbattuto su tutti i palchi ovviamente scoperti, che sono stati messi in sicurezza e abbandonati sotto l’acqua. Una scena desolante. Io mi riparo dagli amici del Bookstop e ne approfitto per asciugare le birre con mille panini vegan preparati dall’abile e adorabile Miky. Poi tiro fuori l’ombrellino e mi avventuro nella tempesta in cerca di amici da salutare ai vari palchi sopra citati. Tutti sono affaccendati a smontare l’attrezzatura e portarla via dall’acqua in fretta, finché arrivo al palco LALA, dove sono tutti intenti invece a sorreggere un’enorme cerata trasparente che protegge strumenti e collegamenti. Io e il mio ombrellino ci offriamo come pilone aggiuntivo in questo colonnato di umida disperazione, per passare il tempo e rinfrancare lo spirito ci divertiamo a far scaricare l’acqua sui piedi dei passanti.
Nel controllare il cielo in cerca di segni di apertura, Simone la spara grossa: “Ragazzi sta spiovendo, appena smette riprendiamo, saremo gli unici!”
Infatti così fu.
Ovlov da un lato, noi irriducibili dall’altro, in mezzo la gente che transita, o almeno ci prova. Chi non ci riesce si ferma a vedere quello che ha tutta l’aria di essere una coltivazione idroponica in serra, in quanto per non saper nè leggere nè scrivere si è deciso di tenere la cerata.
Chiudono le danze le mie dj del cuore e altri organi, Pulsa la Pussy. Balliamo tutti anche i passanti, alla faccia dei palchi scoperti e gli imprevisti meteorologici.