JAGA JAZZIST

Come non ho mancato di ripetere insistentemente per tutta la serata, Sabato è stato il mio Natale personale. Sarà per le lucine carine che i Jaga Jazzist si portano dietro in questo tour, sarà che sono i Jaga Jazzist e che mi stavano suonando praticamente in casa, sarà che a inizio serata li vedevo cazzeggiare amabilmente al piano superiore seduti sugli stessi divani su cui solitamente mi siedo io a chiacchierare con gli amici, invece di chiudersi nel backstage. Poi come ogni Natale che si rispetti non è mancata la sorpresa di un gruppo di apertura veramente spettacolare, Aiming for Enrike: due ragazzi mingherlini e timidini che con il loro set ti schiaffeggiano il sistema nervoso; siccome sul palco non c’era posto per loro hanno suonato a terra con la gente attorno caricando l’aria di elettricità e mandando i presenti in brodo di giuggiole.
Il tempo di liberare la pista, e via tutti in posizione in attesa di vedere accendersi quell’albero di Natale che è il palco di Latteria Molloy, addobbato per l’occasione con la grafica psichedelica dell’ultimo album e appunto millemila tubi led agganciati alle postazioni di tutti gli otto musicisti.
Che dire, è stato davvero magico; forse sono di parte e forse non mi aspettavo niente di meno da loro, ma è stato veramente così con tanto di annuncio del compleanno della signorina del gruppo, Line, e coro di tanti auguri fatto partire dal fan numero uno in zona: mio fratello.

 

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